domingo, 19 de dezembro de 2010

Cellulari e wireless

Telefonate pericolose?
Mentre si alza un nuovo grido di allarme gli esperti rassicurano:
non ci sono prove contro cellulari e wireless

MILANO - I telefonini provocano tumori al cervello. Macché, sono assolutamente sicuri. Da anni se ne discute, ma le ragioni di chi vuole rassicurare hanno prevalso per ora sugli allarmismi dei più preoccupati. L’annuncio della pubblicazione sul Journal of Computer Assisted Tomography di un nuovo studio riapre la diatriba, mettendo in guardia dai cellulari e chiedendo a gran voce l’intervento delle istituzioni. Sotto accusa questa volta non sono solo i telefonini, ma anche i cordless di casa.


L’ANTEFATTO - Negli ultimi anni i principali protagonisti di questa battaglia, che si combatte a suon di pubblicazioni scientifiche, vede schierati da una parte i seguaci dello svedese Lennart Hardell, dell’Università di Orebro nella Svezia centrale, e dall’altra i sostenitori della più ampia ricerca pubblicata finora sull’argomento, lo studio Interphone, promosso dall’Organizzazione mondiale della Sanità e solo in parte finanziato dalle più importanti aziende di telefonia mobile presenti sul mercato mondiale. Lo svedese è un accanito sostenitore dell’esistenza di un pericolo reale, soprattutto per lo sviluppo di gliomi, rari tumori cerebrali e di neurinomi acustici, tumori benigni che si sviluppano nell’orecchio e che possono portare alla sordità. Secondo i risultati dello studio Interphone, invece, non esiste alcun nesso, se non un lieve aumento del rischio di glioma in chi trascorre dalle 5 alle 12 ore al giorno al telefono: un incremento quasi impercettibile data la rarità della malattia. La maggior parte delle istituzioni scientifiche, tra cui l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), sono quindi concordi nel diffondere segnali di ottimismo, concludendo che per ora i telefonini debbano essere assolti non per insufficienza, ma per assenza di prove.



LO STUDIO - A voler dire la sua sull’argomento è ora Rash Bihari Dubey, ricercatore dell’Apeejay College of Engineering, in India: lo studioso, finora sconosciuto nel campo delle ricerche sugli effetti sanitari delle onde elettromagnetiche, si è posto come giudice imparziale analizzando i risultati di tutti gli studi scientifici che hanno esaminato le conseguenze di un utilizzo di almeno dieci anni delle apparecchiature wireless. Tra le 11 pubblicazioni prese in considerazione dal ricercatore indiano, anche lo studio Interphone e i lavori firmati dallo studioso svedese. In attesa di vedere nei dettagli lo studio, quando sarà pubblicato, già le prime indiscrezioni basate sui comunicati stampa della casa editrice lasciano trapelare che l’ago della bilancia pende questa volta verso l’ipotesi a cui nessuno vorrebbe credere. Dubey conclude infatti che, sulla base dei dati oggi a disposizione, l’utilizzo a lungo termine dei telefoni cellulari può raddoppiare il rischio di sviluppare un glioma o un neurinoma acustico nell’emisfero cerebrale più a contatto con l’apparecchio telefonico, di solito il destro.


L'ESPERTO - In totale disaccordo con queste conclusioni si dice Paolo Vecchia, dirigente di ricerca all’Istituto superiore di sanità e Presidente della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non-ionizzanti. «La metanalisi di Dubey rischia di provocare nuovamente inutili allarmismi - dichiara in maniera drastica -. La scarsa attendibilità del lavoro è dimostrata anche dal tipo di rivista su cui viene pubblicato: non occupandosi infatti di tematiche inerenti alla questione, nella scelta di pubblicare questo studio non si è probabilmente avvalsa di esperti in grado di giudicarne il discutibile valore scientifico». Gli organismi internazionali che si occupano di salute pubblica, prima fra tutti l’Oms, sono giunti infatti negli ultimi anni a conclusioni ben diverse e i maggiori esperti sono unanimi nel diffondere un messaggio rassicurante. «Dal comunicato stampa emesso dalla Lippincott Williams Wilkins, casa editrice della rivista che ha pubblicato la metanalisi, si ha l’impressione - continua Vecchia - che lo studio Interphone venga giudicato di scarso valore solo per il fatto di aver ricevuto parte dei finanziamenti da aziende produttrici di tecnologie wireless. Solo per questo si ritiene che i suoi risultati debbano essere stati in qualche modo falsati, senza tener conto che è stato eseguito sotto la supervisione di validi esperti e che i dati ottenuti sono stati certificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità».


TRA PRESENTE E FUTURO - La speranza di trovare risposte chiare agli eventuali rischi che corriamo tutti i giorni passando ore attaccati ai cellulari viene riposta in un nuovo studio, denominato Cosmos, per il quale è iniziato il reclutamento in cinque Paesi europei (Gran Bretagna, Finlandia, Olanda, Svezia e Danimarca) di 250mila adulti, le cui condizioni fisiche verranno monitorate in tempo reale per almeno 20 anni in relazione all’utilizzo che faranno delle nuove tecnologie wireless. E nel frattempo, che fare? Il ricercatore indiano si rivolge in primo luogo ai diretti interessati, consigliando di ridurre l’esposizione con quattro semplici mosse: limitare allo stretto necessario il numero e la durata delle chiamate, privilegiare l’invio di sms alle conversazioni, imporre regole severe ai bambini e utilizzare gli auricolari (rigorosamente non quelli senza fili). Ma Dubey si rivolge anche alle aziende produttrici di telefonini e alle istituzioni, responsabili, secondo lo studioso, di rimanere impassibili di fronte a un, seppur potenziale, pericolo: da una parte invita i produttori di apparecchi wireless a mettere a punto nuove e più sicure tecnologie per ridurre le emissioni, dall’altra chiede ai governi di tutelare maggiormente i propri cittadini riconsiderando gli attuali limiti di esposizione previsti dalla legge. «Riguardo a quest’ultimo punto - conclude Paolo Vecchia - vorrei aggiungere che le grandi aziende di telefonia mobile stanno già facendo da anni passi in avanti in questo senso, se non altro perché ridurre le emissioni offre grandi vantaggi in termini di aumento dell’autonomia delle batterie e riduzione delle interferenze. Per quanto riguarda invece la richiesta di abbassare i limiti di esposizione, ritengo che, fino a quando non verranno ottenuti dati certi in merito, determinare in maniera del tutto arbitraria nuovi limiti non serva a nulla, se non a disorientare e spaventare inutilmente la popolazione».

Lisa Trisciuoglio

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_dicembre_14/telefoni-cellulari-tumori-trisciuoglio_d407da72-f64f-11df-bf30-00144f02aabc.shtml

19/12/2010, 14:44

terça-feira, 14 de dezembro de 2010

Las perífrasis verbales

Locuções Verbais (Perífrasis Verbales)

As perífrasis verbales consistem no emprego de um verbo auxiliar conjugado seguido de um verbo no infinitivo, gerúndio ou particípio. Introduzem no verbo modificações de ordem semântica, mas não alteram seu aspecto funcional. Funcionam como se fossem um só verbo com conjugação completa em todos os tempos, modos, pessoas e que possui sujeito e complementos.

tener que comer - expressa a obrigação de comer

estar comiendo - indica a continuidade do ato de comer

ir a comer - expressa a disposição para exercer a ação de comer

Classificação das locuções verbais

Perífrasis de infinitivo

Auxiliar + infinitivo

A ação expressa é sempre iminente ou futura em relação ao verbo auxiliar.

Vamos a salir de copas sábado por la noche.

(Vamos sair para beber sábado de noite.)

Ibamos a comenzar la caminada.

(Íamos começar a caminhada.)

Va a llover muchísimo. ¡A mí no me gusta la tormenta!

(Vai chover muito. Eu não gosto de tempestade!)

Perífrasis de gerundio

Auxiliar + gerúndio

Ressalta o aspecto de duração da ação.

Anda comiendo poco.

(Anda comendo pouco.)

Están leyendo ahora.

(Estão lendo agora.)

Perífrasis de participio

Auxiliar + particípio

Ressalta o caráter perfeito (terminado) da ação.

Dejó dicho que saldrá a las ocho.

(Deixou dito que sairá às oito.)

Llevan leídas treinta páginas del texto.

(Levam lidas trinta páginas do texto.)


http://www.soespanhol.com.br/conteudo/locucoes_verbais.php
14/12/2010, 08:21

Cristina Aguilera - Por Siempre tú

Por Siempre Tú

Cuando estoy por caer

yo sé que tu amor me volverá a socorrer

Venceré el temor

mientras sepa que tú sientes

dentro lo mismo que yo

En el dolor y el bien, tú me supiste amar

y lo que soy es por ti sin dudar

Coro: Eres mi protección mi sosten

frente a todo mi mejor opción

Por siempre tú

Mi poder mi valor

atraves de lo peor

mi luz mi cielo azul

mi gran amor aún

Por siempre tú

No hay ningún amanecer

que no me despierte sin saber

que te soñé

Soy por ti

muy feliz

en mi alma para siempre

hay un sitio para ti

No importa donde esté tu amor me encontrará

iluminando mi cielo mi oscuridad

Coro

Mi guardian será refugio de tu querer

la fé que me hará creer que vale mi vida

un hogar al cual por siempre volveré

te amo aun, Por siempre tú

Coro

Mi luz mi cielo azul

mi gran amor aún

por siempre tú.

Eternamente você

Quando eu estou abandonada

Eu sei que o seu amor irá me salvar

Eu irei superar o medo

Enquanto eu sei que você sente

Lá dentro o mesmo que eu sinto

Na mágoa e no bom você sabe me amar

E o que eu sou agora é por causa de você, sem dúvida

Refrão: Você é minha proteção, meu apoio

Em tudo, você é minha melhor opção

Eternamente você

Meu poder, minha coragem

De lado a lado das piores coisas

Minha luz, meu céu azul

Meu grande amor

Eternamente você

Não há amanhecer

Que eu levante sem saber

que sonhei com você

Por causa de você,

eu sou tão feliz

Na minha alma para sempre

Há um lugar para você

Não importa onde eu esteja, seu amor irá me encontrar

Iluminando meu céu, minha escuridão

Refrão

Meu protetor será refúgio para o seu amor

A fé que me faz acreditar que minha vida tem valor

Uma casa na qual eu sempre voltarei

Eu amo você ainda mais... eternamente você

Refrão

Minha luz, meu céu azul

Meu grande amor

Eternamente você

http://letras.terra.com.br/christina-aguilera/79698/#traducao

14/12/2010, 08:14

Las perífrasis verbales - infinitivo

As perífrasis verbales (locuções verbais) de infinitivo são bem comuns no espanhol falado. O infinitivo é a forma base do verbo (hablar, hacer, terminar, etc.).

Vejamos algumas:

1. acabar de – Acaba de llegar de viaje hace unos cinco minutos. (algo que acabou de acontecer)
2. darle a uno por – Le ha dado por dejarse el pelo largo. (indica uma ação que a pessoa acabou de decidir, geralmente por capricho)
3. deber – Debes comer menos para adelgazar. (obrigação)
4. deber de – Juanita debe de estar enferma porque no ha venido. (probabilidade)
5. dejar de – Dejó de fumar hace unos años. (deixar de, parar de)
6. echar(se) a – Se echó a reír y nadie sabe por qué. (começar repentinamente)
7. estar para / por – Estoy por irme de aquí. (expressa intenção)
8. haber de – He de llegar a la hora si no me mata mi jefe. (obrigação)
9. haber que – Hay que estudiar para aprender el español. (é necessário)
10. ir a – Voy a comer un poco más tarde. (futuro)
11. llegar a – Llegó a contarme la tan misteriosa historia. (finalmente fazer algo)
12. llevar sin – Llevo dos meses sin ir al cine. (duração)
13. poder – No puedo hacerlo. (possibilidade)
14. ponerse a – Se puso a correr cuando vio la policía. (começar a fazer algo)
15. quedar en – Quedamos en vernos a las diez en su casa. (combinar algo com alguém)
16. romper a – El niño rompió a llorar. (começar bruscamente)
17. tener que – Tengo que pagar mis cuentas este mes. (obrigação)
18. venir a – Viene a ganar lo mismo que yo. (mais ou menos, aproximadamente)
19. volver a – Volveré a verla este fin de semana. (fazer algo outra vez)


http://www.dicasdeespanhol.com.br/2009/10/las-perifrasis-verbales-de-infinitivo/

14/12/2010, 08:10

Las perífrasis verbales - particípio

As perífrasis verbales (locuções verbais) de particípio (sido, estado, etc.) concordam com o sujeito ou o complemento.

Vejamos algumas:

1. ir + particípio

Siempre va vestida de negro a las fiestas.
Vino preparada para pelear.

2. andar + particípio

Ando preocupado por ti.
Andaba muy cansada a causa del trabajo.

3. dar(se) + particípio
Damos por terminada la reunión.

4. dejar + particípio
Esta gimnasia me dejó hecha polvo.
Que salgan y no me digan adónde van me deja muy preocupada.

5. llevar + particípio
Llevo leídas 30 páginas del libro.
Llevamos recorrida la mitad del caminho.

6. quedar + particípio
Quedaron acordados los detalles de la venta.
Quedó todo decidido.
La puerta quedó abierta.

7. tener + particípio
Tenía planchadas todas las blusas.
Tienen acertado el viaje a España.
El escritor ya tiene publicados dos libros.

http://www.dicasdeespanhol.com.br/2010/01/perifrasis-verbales-de-participio/

14/12/2010, 08:00

Figuras de linguagem - Figuras de palavras ou tropos

Figuras de palavras ou tropos

(Para Bechara alterações semânticas)

Metáfora

emprego de palavras fora do seu sentido normal, por analogia. É um tipo de comparação implícita, sem termo comparativo.

Ex: A Amazônia é o pulmão do mundo. Encontrei a chave do problema. / "Veja bem, nosso caso / É uma porta entreaberta." (Luís Gonzaga Junior)

Obs1.: Rocha Lima define como modalidades de metáfora: personificação (animismo), hipérbole, símbolo e sinestesia. ? Personificação - atribuição de ações, qualidades e sentimentos humanos a seres inanimados. (A lua sorri aos enamorados) ? Símbolo - nome de um ser ou coisa concreta assumindo valor convencional, abstrato. (balança = justiça, D. Quixote = idealismo, cão = fidelidade, além do simbolismo universal das cores)
Obs2.: esta figura foi muito utilizada pelos simbolistas

Catacrese

uso impróprio de uma palavra ou expressão, por esquecimento ou na ausência de termo específico.

Ex.: Espalhar dinheiro (espalhar = separar palha) / "Distrai-se um deles a enterrar o dedo no tornozelo inchado." - O verbo enterrar era usado primitivamente para significar apenas colocar na terra.

Obs1.: Modernamente, casos como pé de meia e boca de forno são considerados metáforas viciadas. Perderam valor estilístico e se formaram graças à semelhança de forma existente entre seres.
Obs2.: Para Rocha Lima, é um tipo de metáfora

Metonímia

substituição de um nome por outro em virtude de haver entre eles associação de significado.

Ex: Ler Jorge Amado (autor pela obra - livro) / Ir ao barbeiro (o possuidor pelo possuído, ou vice-versa - barbearia) / Bebi dois copos de leite (continente pelo conteúdo - leite) / Ser o Cristo da turma. (indivíduo pala classe - culpado) / Completou dez primaveras (parte pelo todo - anos) / O brasileiro é malandro (sing. pelo plural - brasileiros) / Brilham os cristais (matéria pela obra - copos).

Antonomásia, perífrase

substituição de um nome de pessoa ou lugar por outro ou por uma expressão que facilmente o identifique. Fusão entre nome e seu aposto.

Ex: O mestre = Jesus Cristo, A cidade luz = Paris, O rei das selvas = o leão, Escritor Maldito = Lima Barreto

Obs.: Rocha Lima considera como uma variação da metonímia

Sinestesia

interpenetração sensorial, fundindo-se dois sentidos ou mais (olfato, visão, audição, gustação e tato).

Ex.: "Mais claro e fino do que as finas pratas / O som da tua voz deliciava ... / Na dolência velada das sonatas / Como um perfume a tudo perfumava. / Era um som feito luz, eram volatas / Em lânguida espiral que iluminava / Brancas sonoridades de cascatas ... / Tanta harmonia melancolizava." (Cruz e Souza)

Obs.: Para Rocha Lima, representa uma modalidade de metáfora

Anadiplose

é a repetição de palavra ou expressão de fim de um membro de frase no começo de outro membro de frase.

Ex: "Todo pranto é um comentário. Um comentário que amargamente condena os motivos dados."

http://www.graudez.com.br/literatura/figling.htm
14/12/2010, 07:43
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Poema “Inutilidades”, de José Paulo Paes:

“Ninguém coça as costas da cadeira.

Ninguém chupa a manga da camisa.

O piano jamais abandona a cauda.

Tem asa, porém não voa, a xícara.

De que serve o pé da mesa se não anda?

E a boca da calça, se não fala nunca?

Nem sempre o botão está na sua casa.

O dente de alho não morde coisa alguma.

Ah! Se trotassem os cavalos do motor…

Ah! Se fosse de circo o macaco do carro…

Então a menina dos olhos comeria

Até bolo esportivo e bala de revólver”.

Neste texto, o poeta brinca em usar a linguagem denotativa para expressões que são conotativas. Quando ele menciona “pé da mesa”, ele sabe que “pé” não está no seu sentido real, mas mesmo assim ele graceja, complementando o período com a expressão “se não anda”. E assim ele faz em todo o poema, questionando através da brincadeira os termos que empregamos quando faltam palavras para expressar o que se quer dizer.

http://www.infoescola.com/portugues/figuras-de-palavras/
14/12/2010, 07:45

Figuras de linguagem - Figuras sonoras

Figuras sonoras

Aliteração

repetição de sons consonantais (consoantes).

Cruz e Souza é o melhor exemplo deste recurso. Uma das características marcantes do Simbolismo, assim como a sinestesia.

Ex: "(...) Vozes veladas, veludosas vozes, / Volúpias dos violões, vozes veladas / Vagam nos velhos vórtices velozes / Dos ventos, vivas, vãs, vulcanizadas." (fragmento de Violões que choram. Cruz e Souza)

Assonância

repetição dos mesmos sons vocálicos.

Ex: (A, O) - "Sou um mulato nato no sentido lato mulato democrático do litoral." (Caetano Veloso)
(E, O) - "O que o vago e incóngnito desejo de ser eu mesmo de meu ser me deu." (Fernando Pessoa)

Paranomásia

o emprego de palavras parônimas (sons parecidos).

Ex: "Com tais premissas ele sem dúvida leva-nos às primícias" (Padre Antonio Vieira)

Onomatopéia

criação de uma palavra para imitar um som

Ex: A língua do nhem "Havia uma velhinha / Que andava aborrecida / Pois dava a sua vida / Para falar com alguém. / E estava sempre em casa / A boa velhinha, / Resmungando sozinha: / Nhem-nhem-nhem-nhem-nhem..." (Cecília Meireles)

http://www.graudez.com.br/literatura/figling.htm
14/12/2010, 07:39

Figuras de linguagem - Figuras de sintaxe

Figuras de sintaxe:

As figuras de sintaxe ou de construção dizem respeito a desvios em relação à concordância entre os termos da oração, sua ordem, possíveis repetições ou omissões.

Elas podem ser construídas por:

a) omissão: assíndeto, elipse e zeugma;

b) repetição: anáfora, pleonasmo e polissíndeto;

c) inversão: anástrofe, hipérbato, sínquise e hipálage;

d) ruptura: anacoluto;

e) concordância ideológica: silepse.

Portanto, são figuras de construção ou sintaxe:

Assíndeto:

Ocorre assíndeto quando orações ou palavras deveriam vir ligadas por conjunções coordenativas, aparecem justapostas ou separadas por vírgulas.

Exigem do leitor atenção maior no exame de cada fato, por exigência das pausas rítmicas (vírgulas).

Exemplo: "Não nos movemos, as mãos é que se estenderam pouco a pouco, todas quatro, pegando-se, apertando-se, fundindo-se." (Machado de Assis).

Elipse:

Ocorre elipse quando omitimos um termo ou oração que facilmente podemos identificar ou subentender no contexto. Pode ocorrer na supressão de pronomes, conjunções, preposições ou verbos. É um poderoso recurso de concisão e dinamismo.

Exemplo: "Veio sem pinturas, em vestido leve, sandálias coloridas." (elipse do pronome ela (Ela veio) e da preposição de (de sandálias...).

Zeugma:

Ocorre zeugma quando um termo já expresso na frase é suprimido, ficando subentendida sua repetição.

Exemplo: "Foi saqueada a vida, e assassinados os partidários dos Felipes." (Zeugma do verbo: "e foram assassinados...") (Camilo Castelo Branco).

Anáfora:

Ocorre anáfora quando há repetição intencional de palavras no início de um período, frase ou verso.

Exemplo: "Depois o areal extenso... / Depois o oceano de pó... / Depois no horizonte imenso / Desertos... desertos só..." (Castro Alves).

Pleonasmo:

Ocorre pleonasmo quando há repetição da mesma idéia, isto é, redundância de significado.

a) Pleonasmo literário:

É o uso de palavras redundantes para reforçar uma idéia, tanto do ponto de vista semântico quanto do ponto de vista sintático. Usado como um recurso estilístico, enriquece a expressão, dando ênfase à mensagem.

Exemplo: "Iam vinte anos desde aquele dia / Quando com os olhos eu quis ver de perto / Quando em visão com os da saudade via." (Alberto de Oliveira).

"Morrerás morte vil na mão de um forte." (Gonçalves Dias)

"Ó mar salgado, quando do teu sal / São lágrimas de Portugal" (Fernando Pessoa).

b) Pleonasmo vicioso:

É o desdobramento de idéias que já estavam implícitas em palavras anteriormente expressas. Pleonasmos viciosos devem ser evitados, pois não têm valor de reforço de uma idéia, sendo apenas fruto do descobrimento do sentido real das palavras.

Exemplos: subir para cima / entrar para dentro / repetir de novo / ouvir com os ouvidos / hemorragia de sangue / monopólio exclusivo / breve alocução / principal protagonista.

Polissíndeto:

Ocorre polissíndeto quando há repetição enfática de uma conjunção coordenativa mais vezes do que exige a norma gramatical (geralmente a conjunção e). É um recurso que sugere movimentos ininterruptos ou vertiginosos.

Exemplo: "Vão chegando as burguesinhas pobres, / e as criadas das burguesinhas ricas / e as mulheres do povo, e as lavadeiras da redondeza." (Manuel Bandeira).

Anástrofe:

Ocorre anástrofe quando há uma simples inversão de palavras vizinhas (determinante/determinado).

Exemplo: "Tão leve estou (estou tão leve) que nem sombra tenho." (Mário Quintana).

Hipérbato:

Ocorre hipérbato quando há uma inversão completa de membros da frase.

Exemplo: "Passeiam à tarde, as belas na Avenida. " (As belas passeiam na Avenida à tarde.) (Carlos Drummond de Andrade).

Sínquise:

Ocorre sínquise quando há uma inversão violenta de distantes partes da frase. É um hipérbato exagerado.

Exemplo: "A grita se alevanta ao Céu, da gente. " (A grita da gente se alevanta ao Céu ) (Camões).

Hipálage:

Ocorre hipálage quando há inversão da posição do adjetivo: uma qualidade que pertence a um objeto é atribuída a outro, na mesma frase.

Exemplo: "... as lojas loquazes dos barbeiros." (as lojas dos barbeiros loquazes.) (Eça de Queiros).

Anacoluto:

Ocorre anacoluto quando há interrupção do plano sintático com que se inicia a frase, alterando-lhe a seqüência lógica. A construção do período deixa um ou mais termos - que não apresentam função sintática definida - desprendidos dos demais, geralmente depois de uma pausa sensível.

Exemplo: "Essas empregadas de hoje, não se pode confiar nelas." (Alcântara Machado).

Silepse:

Ocorre silepse quando a concordância não é feita com as palavras, mas com a idéia a elas associada.

a) Silepse de gênero:

Ocorre quando há discordância entre os gêneros gramaticais (feminino ou masculino).

Exemplo: "Quando a gente é novo, gosta de fazer bonito." (Guimarães Rosa).

b) Silepse de número:

Ocorre quando há discordância envolvendo o número gramatical (singular ou plural).

Exemplo: Corria gente de todos lados, e gritavam." (Mário Barreto).

c) Silepse de pessoa:

Ocorre quando há discordância entre o sujeito expresso e a pessoa verbal: o sujeito que fala ou escreve se inclui no sujeito enunciado.

Exemplo: "Na noite seguinte estávamos reunidas algumas pessoas." (Machado de Assis).

http://www.pciconcursos.com.br/aulas/portugues/figuras-de-sintaxe
14/12/2010, 07:35